Se una notte di un inverno un ospite

ERRATA CORRIGE

Quest’ultimo inverno sono stata ospite di Venezia.

Quando viaggio è così che mi piace definirmi (sperando di sentirmici anche, ovviamente): ospite. Altri usano il termine viaggiatore, o esploratore, ma questi non fanno per me. E del resto è persino di questo mondo e di questa Vita che mi sento ospite, nel suo così breve durare.
Quando viaggio, non mi piace visitare, scoprire, girare, vedere. A me piace incontrare. La gente (presente o passata), prima di tutto; le cose, poi. E raccoglierne la testimonianza, ascoltarne il racconto.

Venezia non sono riuscita ad incontrarla. Forse non ci siamo capite. Dicono che Venezia sia una città da scoprire, forse è per questo che non siamo riuscite ad incontrarci.
E’ difficile descrivere la sensazione di un’infinita bellezza sospesa e senza tempo, eppure insapore. Piena, affollata; eppure vuota. Tristemente non vissuta. Ed è difficile sentirsi ospiti in un posto così: lasciato. Alla deriva del mare…

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